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AMIANTO RIMOZIONE E SMALTIMENTO
Le lastre piane o ondulate di cemento-amianto,
impiegate per copertura in edilizia, sono costituite da materiale non
friabile che, quando è nuovo o in buono stato di conservazione, non tende a
liberare fibre spontaneamente. Il cemento-amianto, quando si trova
all'interno degli edifici, anche dopo lungo tempo, non va incontro ad
alterazioni significative tali da determinare un rilascio di fibre, se non
viene manomesso. Invece, lo stesso materiale esposto ad agenti atmosferici
subisce un progressivo degrado per azione delle piogge acide, degli sbalzi
termici, dell'erosione eolica e di microrganismi vegetali. Di conseguenza,
dopo anni dall'installazione si possono determinare alterazioni corrosive
superficiali con affioramento delle fibre e fenomeni di liberazione.
I principali indicatori utili per valutare lo
stato di degrado delle coperture in cemento-amianto, in relazione al
potenziale rilascio di fibre, sono:
-
la friabilità del materiale;
-
lo stato della superficie ed in
particolare l'evidenza di affioramenti di fibre;
-
la presenza di sfaldamenti, crepe o
rotture;
-
la presenza di materiale friabile o
polverulento in corrispondenza di scoli d'acqua, grondaie, ecc.;
-
la presenza di materiale polverulento
conglobato in piccole stalattiti in corrispondenza dei punti di
gocciolamento.
La bonifica delle coperture in cemento-amianto
viene necessariamente effettuata in ambiente aperto, non confinabile, e,
pertanto, deve essere condotta limitando il più possibile la dispersione di
fibre.
Rimozione:
Questa operazione comporta lo smontaggio delle lastre di copertura, il loro
trasferimento a terra e successivo imballaggio e trasporto in discarica. Si
applica sia nel caso di sostituzione della copertura con un’altra di
materiale diverso, sia nel caso di demolizione dell’edificio. Questa
operazione infatti, secondo le norme legislative vigenti, deve essere
preceduta dalla rimozione di tutti i materiali contenenti amianto.
La rimozione è il metodo di bonifica che elimina radicalmente e
definitivamente ogni rischio di emissione di fibre nell’aria. Tuttavia,
associato a questo vantaggio, vi è l’inconveniente, potenzialmente
pericoloso, di uno sviluppo consistente di fibre nelle varie fasi di questa
operazione. Inoltre si producono grandi quantità di rifiuti contenenti
amianto il cui smaltimento, se effettuato in modo inadeguato, può costituire
ulteriore motivo di inquinamento ambientale.
Tutte le fasi di questo intervento devono essere impostate e realizzate
adottando idonee misure per limitare al minimo la dispersione di fibre
nell’ambiente. Le lastre da rimuovere devono essere preventivamente trattate
superficialmente con resine sintetiche la cui azione pellicolante impedisce
l’emissione di fibre sia durante lo smontaggio che durante le fasi
successive. La resina sintetica, fluidificata e nebulizzata, è spruzzata a
pioggia sulle lastre mediante pompe airless, dotate, cioè, di bassa
pressione di mandata. Si attenua in questo modo l’impatto tra il getto
fluido e la superficie della copertura e si limita l’emissione di fibre
nell’atmosfera durante questa fase operativa. Non è necessario pulire la
superficie delle lastre prima di spruzzare su di essa la resina pellicolante.
Questa operazione di pulizia, pur essendo necessaria per migliorare
l’adesione tra copertura e resina e prolungare così nel tempo l’azione
ricoprente di quest’ultima, potrebbe causare il distacco e la dispersione di
fibre nell’ambiente. D’altra parte il ricoprimento delle lastre con la
resina non deve necessariamente essere duraturo poiché ha la funzione di
fissare le fibre sulla superficie delle lastre per il tempo che intercorre
tra lo smontaggio ed il deposito in discarica.
Gli elementi di fissaggio delle coperture, ganci, viti e chiodi devono
essere rimossi adottando ogni cautela per evitare danneggiamenti o rotture.
Occorre evitare possibilmente tutte quelle operazioni, come il taglio, la
foratura, la raschiatura che, alterando l’integrità strutturale delle
lastre, causano l’emissione di fibre nell’atmosfera. Si ricorre, solo se
necessario, ad attrezzature manuali o a macchine utensili caratterizzate da
velocità di rotazione ridotta, dell’ordine di 300 giri/min. L’uso di
utensili ad alta velocità, normalmente utilizzati per la foratura, il taglio
e la raschiatura è consentito se dotati di sistemi di aspirazione molto
efficaci.
Le lastre rimosse devono essere manipolate con cura per evitare rischi di
frantumazione o di caduta dall’alto e devono essere trasferite a terra
mediante un adeguato dispositivo di sollevamento. Sono quindi impilate e
pallettizzate per facilitare la loro movimentazione nell’area del cantiere
destinata al loro stoccaggio. L’impilamento costituisce una fase operativa
che può causare una consistente emissione di fibre nell’atmosfera. Si
ritiene pertanto necessario, per limitare questa evenienza, bagnare le
lastre su entrambi i lati, come raccomanda lo stesso D.M. 6/9/94. Le lastre,
ordinatamente impilate, sono avvolte in imballaggi sigillati, costituiti in
genere da teli di plastica. Si deve evitare con cura nelle pile la presenza
di pezzi acuminati sporgenti che possono causare la lacerazione e lo
sfondamento del materiale di imballaggio.
Durante le fasi della rimozione è necessario raccogliere in sacchi
impermeabili e subito sigillare tutti i frammenti di lastre nel momento in
cui si formano. I materiali di risulta, ottenuti durante tutta l’operazione,
adeguatamente imballati, devono essere etichettati come rifiuti contenenti
amianto ( R.C.A. ) e allontanati dal cantiere al più presto possibile.
Gli addetti alla rimozione devono essere dotati di mezzi protettivi sia
durante lo smontaggio delle lastre che durante la loro successiva
manipolazione. Devono pertanto:
-
essere dotati di
elementi di protezione delle vie respiratorie;
-
indossare indumenti
adatti ad evitare la contaminazione degli abiti;
-
possedere calzature
adatte al pedonamento della copertura per evitare rischi di
scivolamento;
-
infilare guanti di
protezione durante la manipolazione delle lastre rimosse.
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