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FIBROCEMENTO CON AMIANTO - ETERNIT
Il fibrocemento, una volta detto
anche cemento-amianto o, dal nome del maggiore produttore,
Eternit, è una mistura di cemento e fibre con un'elevata resistenza alla
trazione.
I manufatti ottenuti con questa mescola
hanno una notevole resistenza alla corrosione, alla temperatura e usura
uniti ad una notevole leggerezza. Per tali caratteristiche il
cemento-amianto venne largamente utilizzato dagli anni cinquanta agli
ottanta nella costruzione edilizia, in particolare per la realizzazione di
lastre di copertura, tubi, cisterne e pannelli antincendio, ma anche per
guarnizioni, dischi dei freni, coibentazioni termiche e acustiche in navi,
treni ecc.
In origine le fibre utilizzate erano di
amianto. Si è in seguito dimostrato che l'amianto è un materiale
cancerogeno. Le polveri di amianto infatti, se inalate, provocano l'asbestosi
alla quale possono associarsi tumori delle pleure, ovvero il
mesotelioma della pleura, e dei bronchi.
Con la Legge 27 marzo 1992, n. 257
sono state vietate in Italia l'estrazione, l'importazione, l'esportazione,
la commercializzazione e la produzione di amianto o di prodotti contenenti
amianto. Questo materiale, tuttora presente in molti edifici civili ed
industriali, pubblici e privati, deve essere messo in sicurezza oppure
essere rimosso e smaltito seguendo particolari procedure di sicurezza.
La produzione di fibrocemento contenente
amianto prosegue in diverse zone del mondo. Nei Paesi dove tale produzione è
stata vietata le fibre di asbesto sono state sostituite da fibre di vetro,
cellulosa, PVA o CFRP. Il materiale risultante (immesso in commercio in
Italia dal 1994 e indicato come "fibrocemento ecologico") non sempre
mantiene le caratteristiche di resistenza originali, ma non è cancerogeno né
nella produzione, né nell'utilizzo, né nello smaltimento. Lastre in
fibrocemento usate in funzione portante (ad esempio per le coperture di
capannoni o come sottocoppo) sono all'origine di numerosi incidenti sul
lavoro: cadute dall'alto con esito spesso mortale. Uno fra i materiali (ora
non più commercializzato) che ha dato prova di elevato degrado delle
caratteristiche meccaniche nel tempo è l'Econit prodotto per anni in Italia
su licenza di Dansk Eternit. Il primo segnale del decadimento delle
caratteristiche di resistenza meccanica è il verificarsi di infiltrazioni
dalle coperture dovuto a fessurazione delle lastre ondulate.
Storia.
Nel
1901
l'austriaco
Ludwig Hatschek brevetta il cemento-amianto e lo battezza Eternit (dal
latino aeternitas, eternità). Un anno dopo Alois Steinmann acquista la
licenza per la produzione e apre nel
1903 a
Niederurnen le Schweizerische Eternitwerke AG.
In breve l'Eternit diventa popolarissimo e nel 1911 la
produzione di lastre e tegole sfrutta appieno la capacità produttiva della
fabbrica.
Nel 1915
vengono messe in commercio le famose fioriere in Eternit. Nel
1928 inizia la
produzione di tubi in fibrocemento, che fino agli anni '70 rappresenteranno
lo standard nella costruzione di acquedotti. Nel
1933 fanno la
loro comparsa le lastre ondulate, in seguito usate spesso per tetti e
capannoni.
Negli anni 40 e 50 l'eternit trova impiego in parecchi oggetti di uso
quotidiano. Il piú famoso è probabilmente la sedia da spiaggia di
Willy Guhl.
Dal 1963
l'Eternit può essere prodotto in varie colorazioni.
A partire dal 1984
le fibre di
asbesto vengono via via sostituite da altre fibre non cancerogene fin
quando, nel 1994
l'ultimo tubo contenente asbesto lascia la fabbrica.
Benché sin dagli
anni sessanta si sapesse che le fibre di
asbesto
provocano una forma di
cancro, il
mesotelioma pleurico, a
Casale Monferrato (Alessandria)
Eternit e Fibronit continuarono a produrre manufatti sino al 1986. Oggi
l'azienda è fallita presso il Tribunale di Genova ed il Comune di Casale
Monferrato sta spendendo milioni di euro per la bonifica del sito. La zona
di Casale Monferrato conta più di 1000 morti per esposizione ad amianto.
Dove
è presente.
Attualmente la
produzione della Eternit AG si concentra su materiali di rivestimento per
facciate e tetti.
Si sta attualmente (2006) svolgendo un processo contro i fratelli
Schmidheiny (ex presidenti del consiglio di amministrazione dell'Eternit
AG). Sono ritenuti responsabili delle numerose morti per
mesotelioma avvenute tra gli ex-dipendenti delle fabbriche Eternit a
contatto con l'asbesto.
Grazie però all'indulto votato a larga maggioranza trasversale dal
parlamento il 29 luglio 2006, gli imprenditori imputati hanno rifiutato di
risarcire le ultime vittime (come invece avevano fatto fino a quel momento)
in quanto ben consapevoli di non rischiare più di finire in carcere grazie
allo sconto di pena.
Ogni due anni viene assegnato ad uno studente delle quattro scuole di
architettura svizzere il premio Eternit, dotato di 30.000 CHF.
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